29.11.06

Un viaggio per l’Europa

Nel 1999, dopo di aver finito la Universitá, due amiche ed io abbiamo deciso di fare um viaggio. Avevamo voglia de conoscere l’Europa ma non avevamo molto denaro. Il viaggio avrebbe dovuto costare lo stesso che uma festa di láurea. Piu o meno cinque mila reais. Una cosa ci ha aiutate: quest’anno il dólar costava lo stesso che la moneta brasiliana. Allora, siamo partite in febrero perché stavamo in vacanza e anche perché era inverno nell’Europa e faceva troppo fredo. Per questo le cose, come, per esempio, gli alloggi e l’alimentazione avrebbero dovuto costare meno.

La Spagna é stato il primo paese che abbiamo visitato. Siamo arrivate a Madrid senza sapere in che posto avremmo potuto dormire. Era sabato e il luogo que potreva dare informazioni, nell’aeroporto, era chiuso. Non portavamo nemmeno una carta, niente. Solamente i nomi di due o tre ostelli, ma non sapevamo come andare lí. Allora con zaini alle spalle, molto pesanti, abbiamo preso il primo autobus che abbiamo visto. Lí, fortunadamente, abbiamo conosciuto tre ragazze argentine che ci hanno aiutate. Loro portavano le carte e sapevano tutto de Madrid.

Questo é stato il primo di trenta e cinque giorni de grande avventura nell’Europa. Siamo state a Madrid, Parigi, Londra, Amsterdan, Bremen, Hamburgo, Berlino, Monaco di Baviera, Roma, Venezia, Firenze, Milano e Barcellona. Tre o quattro giorni in ogni cittá.

Siamo rimaste quattro o cinque giorni a Roma in un ostello molto divertente. Lí conosciamo persone di molti paesi. Il capo dell’ostello sembrava un Don giovani, molto vanitoso. Per risparmiare, lui non accendeva il riscaldamento prima della notte. Faceva molto, molto freddo lí.

A Venezia siamo rimaste appena un giorno ma abbiamo caminnato per tutta la cittá.

A Firenze abbiamo incontrato un italiano veramente impaziente e scortese. Lui era il venditori di una bottega. Quando noi abbiamo chiesto se lui parlava inglese, lui ha risposto molto serio e antipatico: “Parlo italiano!” A Firenze anche io ho ricevuto la prima lezione di italiano. Vecino al Duomo c’é un mercato, non mi ricordo il nome, dove si possono trovare di tutto: sculture, borse, quadri, magliette, ecc. Io guardavo gli ochialli e quando il venditori mi ha detto i prezzi di degli ochialli, mi ha chiesto: “capisci?” E quindi io ho risposto: “capisci.” Allora lui mi ha correto: “No! No! Capisci? Capisco. Capisci? Capisco!” Molto divertente. Buona lezione. Non l’ho dimenticata mai.

Quando siamo arrivate a Barcellona, il ultimo posto di nostro viaggio, stavamo molto stanche, ma anche molto felice. Avrei voluto cominciare tutto nuovamente. Ma dovevamo ritornare a casa.
Senza dubi, questo viaggio é stato una della piú meravigliosia cosa che ho fatto fino a oggi. Ho conosciuto varie paesi, ho trovato molti studenti stranieri, ho parlato altri lingui, ho visto tantissime cose diverse e interessante e me sono divertita moltissimo.

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